Nyamaa Ganbat, nato a Ulaanbaatar nel 1970, si è laureato presso l’Accademia delle Belle Arti di Ulaanbaatar, dove ha studiato per cinque anni il Mongol Zurag.
Nella veste di pittore – scenografo, nel 2001, realizza le scene del balletto “Romeo e Giulietta” per il “Teatro Accademico dell’Opera e del Balletto” della Mongolia, sempre nello stesso anno realizza la scenografia per il concerto dedicato all’ottantesimo anniversario della rivoluzione nazionale e per la festa del Naadam.
Nel 1999, partecipa assieme ai più bravi studenti della Mongolian National University of Arts and Culture, ad una mostra collettiva presso l’Università di Wimbildon in Inghilterra. Nel 2002 espone a Ulaanbaatar in due mostre collettive: “Primavera 2002” e alla mostra dedicata all’850 anniversario di Genghis Khan
Nell'agosto 2002 presenta la sua prima mostra personale "Khokh Mongol" (La Mongolia azzurra) a Ulaanbaatar. Ha esposto in diverse mostre collettive in Mongolia, Korea, USA e con una personale nel 2004 in Italia e nel 2007 in Cina e Korea. Alcune sue opere vengono utilizzate nell’allesimento e pubblicate sul catalogo della mostra “Gengis Khan e il tesoro dei Mongoli” tenutasi nel 2007-2008 a Casa dei Carraresi di Treviso. Nel 2009 presenta la sua mostra “Ai confini del tempo” alla Casa dei Carraresi di Treviso.
Egli rappresenta uno dei pochi pittori che ha saputo fornire il proprio originale contributo all’evoluzione dell’originale forma pittorica del mongol zurag. Ganbat ha studiato a lungo, riproducendone copie, le antiche opere del periodo degli Xiognu, dei Turghi, dei Chidan, degli Uiguri. Da un attento studio delle tecniche esecutive di queste opere, ha elaborato gradualmente una propria tecnica pittorica contraddistinta soprattutto dalla tavolozza estremamente varia e brillante. I suoi lavori, resi con linee estremamente incisive ed accurate, sono densi di vitalità e sprigionano una notevole carica di positività.
Nei quadri di Ganbat si descrivono i modi di vivere del passato delle popolazioni mongole e chi li guarda ha la possibilità di capire quali ne siano stati gli usi, le tradizioni e la storia.
Il Mongol Zurag, è il genere di arte laica che più si è sviluppato nella Mongolia dal XIX secolo. L’esponente più importante di questo nuovo genere fu il pittore Balduugiin Sharav (1869-1939),dal quale tutti gli artisti che seguirono presero ispirazione per sviluppare questo nuovo modo di dipingere che affonda profondamente nella tradizione precedente. Il Mongol Zurag, a differenza di altri movimenti pittorici, non usa le regole della prospettiva: tutti gli elementi che compongono il quadro sono posti sullo stesso piano, le luci e le ombre non vengono riprodotte e al loro posto vengono usati colori e linee.
Questa forma artistica è il risultato di un lungo percorso, che vede i suoi albori nella fantastica epopea di Genghis Khan, conquistatore del più grande impero della storia, dall’Asia al Medio Oriente, fin alle porte dell’Europa. L’orda mongola, composta da fantastici guerrieri a cavallo, attuò da subito una politica di valorizzazione e di acquisizione delle forme artistiche dei popoli conquistati, quasi a colmare una lacuna propria delle popolazioni nomadi. Questo processo ebbe un’ulteriore impulso a conquista ultimata, alla corte dei suoi discendenti. Essi, acquisendo una maggiore stanzialità favorirono il prosperare di forme artistiche frutto di una commistione di generi e dell’apporto di artisti provenienti da più parti dell’impero. In particolar modo vi contribuì Khubilai Khan, imperatore mongolo della dinnastia Yuan nel XIV secolo.
Nei secoli successivi vi fu un processo di graduale crescita della presenza del buddismo in Mongolia, visto di buon occhio dai cinesi, che ne intravedevano un’ottima forma di pacificazione di questo popolo guerriero. Proprio la nascita di monasteri in ogni parte della steppa mongola, ha contribuito a mantenere viva una tecnica artistica, che diviene asservita al culto religioso, ma sopravvive in questo modo ad un inevitabile oblio.
La tecnica pittorica utilizzata dagli artisti del Mongol Zurag si serve, come supporto su cui dipingere, della seta o di altri tessuti sottili; questi vengono apprettati mediante la stesura di strati di colla. Successivamente vengono stesi i colori, realizzati con la tecnica a tempera a base di leganti naturali o acrilici, stesi con sottili pennelli di fibre naturali di origine animale.
Nel periodo post – comunista, con l’avvento della democrazia, alcuni giovani artisti hanno recuperato e riproposto questa scuola pittorica, donandole nuovo dinamismo e vitalità: sono nati in questo contesto i dipinti di straordinaria vitalità e poesia di Nyamaa Ganbat, moderno interprete di un’arte dalle radici secolari.
Prof.ssa Ts. Narmandakh
Accademia delle Belle Arti
di Ulaanbaatar
Ai confini del tempo, titolo della mostra, vuole significare il forte legame del pittore con la tradizione e la storia della propria terra: la Mongolia. Legame che lo porta ad intrecciare, tecniche e culture, che partendo dal medioevo di Genghis Khan arrivano ai giorni nostri, varcando continuamente, in modo impercettibile ma significativo, il confine tra un passato glorioso ed un presente tutto da inventare.
L’allestimento, pur se pensato con sobrietà, prevede alcune soluzioni che rendono dinamica l’esposizione e palpabile la labilità del confine temporale nell’opera di Nyamaa Ganbat, così come suggerito dal titolo della mostra.
Assecondando le abituali scelte tematiche dell’artista, le opere vengono raggruppate, per filoni tematici: il cavallo, la falconeria, i cavalieri di Genghis Khan, i personaggi in costume, la spiritualità, gli animali, la steppa, paesaggi e vita quotidiana.
In questo modo, ogni sezione tematica vedrà assieme ai quadri una bacheca o vetrina con alcuni oggetti provenienti dalla Mongolia, collegati al tema, oltre ad un pannello con una breve didascalia.
Questo tipo di allestimento, molto originale, vuole arricchire il fascino dell’opera dell’artista, offrendo piccoli punti di osservazione sul mondo da cui proviene e a cui si è ispirata.
Per il visitatore si prospetta quindi, una sorta di viaggio onirico ai confini del tempo, attraverso opere che contengono il presente ed il passato, inframmezzate da oggetti del presente, anche se di tradizione remota, in un unicum dinamico, assolutamente privo di soluzione di continuità.
La mostra Ai confini del tempo viene proposta con un allestimento di base che comprende:
• 40 - 60 opere su tela, di varie dimensioni tra i 30 x 25 cm. e 170 x 100 cm. (+ 15 cm di cornice – passepartout) montate su passepartout che funge da cornice, in legno rivestito con stoffe mongole, richiamando un’antica tecnica di “incorniciatura” diffusa in oriente;
• 4 bacheche + 4 drappi + 3 pannelli con testo e mappa + 7 pannelli tematici con oggetti + 2 cubi con oggetti + 70 – 80 oggetti (disposti nei pannelli, cubi e bacheche) di cui si riporta elenco nel rider tecnico;
• Bookshop con articoli a tema: catalogo (personalizzabile), cd musicali, magliette con stampa, piccoli dipinti su tela, acquarelli su carta ed altri eventuali oggetti in tema;
• Trasporto, allestimento, smontaggio, assicurazione (esclusi pannelli o supporti su cui appendere le opere, illuminazione e custodato).
A questo allestimento di base si possono aggiungere elementi che arricchiscono l’evento, in base alle esigenze, al budget e allo spazio disponibile:
• uno schermo per mandare in rotazione un dvd sulla Mongolia;
• una ger (yurta) originale;
• la personalizzazione o ristampa del catalogo;
• un evento in occasione della vernice, con la partecipazione di musicisti mongoli, di un falconiere con falco e dell’artista N. Ganbat (risiede in Mongolia);
• la partecipazione alla vernice di un Console Onorario della Mongolia in Italia;
• eventi collaterali durante il periodo della mostra.
Una suggestiva
mostra personale del pittore mongolo Nyamaa Ganbat. Opere dai soggetti più svariati, con al centro la natura, il cavallo, la storia del grande Impero dell'Orda Azzurra, realizzate con la tecnica della pittura tradizionale mongola (Mongol Zurag). Uno stile particolare, con rimandi ad altre tradizioni artistiche asiatiche, non imitate, ma assimilate nei secoli.
La pittura di Ganbat è caratterizzata dal forte legame con la tradizione e la storia della propria terra: la Mongolia. Legame che lo porta ad intrecciare, tecniche e culture, che partendo dal medioevo di Genghis Khan arrivano ai giorni nostri, varcando continuamente, in modo impercettibile ma significativo, il confine tra un passato glorioso ed un presente tutto da inventare.
Ganbat è un artista che si destreggia con grande capacità e sicurezza tra quelle che sono le principali forme artistiche della millenaria tradizione mongola: la pittura e l'intaglio. I suoi quadri riprendono la natura, il cavallo e gli animali più rappresentativi della Mongolia, la storia del grande Impero di Genghis Khan con guerrieri a cavallo in pose statuarie, piuttosto che evocativi paesaggi di caccia, di battaglia o di vita quotidiana: soggetti che permeano da secoli l'arte mongola, non in un revival nostalgico dei bei tempi passati, ma come naturale vissuto di emozioni quotidiane. Chi ha avuto la fortuna di visitare la Mongolia sa quale forza e quale bellezza abbia conservato la natura, e quanto la vita degli uomini sia ad essa indissolubilmente legata. Luci, colori, emozioni, che necessitano solo di una mano capace di trasporli sulla tela.
La mostra personale dedica la sua totale attenzione all’opera pittorica di Ganbat, esaltando la sua tecnica ed il suo gusto artistico, lasciando la componente evocativa alla sensibilità del singolo spettatore.
La mostra personale viene proposta con un allestimento di base che comprende:
• 30 - 60 opere su tela, di varie dimensioni tra i 30 x 25 cm. e 170 x 100 cm. (+ 15 cm di cornice – passepartout) montate su passepartout che funge da cornice, in legno rivestito con stoffe mongole, richiamando un’antica tecnica di “incorniciatura” diffusa in oriente;
• 3 pannelli con testo;
• Bookshop con articoli a tema: catalogo (personalizzabile), cd musicali, magliette con stampa, piccoli dipinti su tela, acquarelli su carta ed altri eventuali oggetti in tema;
• Trasporto, allestimento, smontaggio, assicurazione (esclusi pannelli o supporti su cui appendere le opere, illuminazione e custodato).
A questo allestimento di base si possono aggiungere elementi che arricchiscono l’evento:
• la personalizzazione o ristampa del catalogo;
• eventi collaterali a programma;
Rider - Mostra Ai confini del tempo
Materiali e servizi forniti:
• 40 - 60 opere su tela, di varie dimensioni tra i 30 x 25 cm. e 170 x 100 cm. (+ 15 cm di cornice – passepartout) montate su passepartout che funge da cornice, in legno rivestito con stoffe mongole;
• 4 bacheche + 4 drappi + 3 pannelli con testo e mappa + 7 pannelli tematici con oggetti + 2 cubi con oggetti + 70 – 80 oggetti (disposti nei pannelli, cubi e bacheche) di cui si riporta elenco nella scheda allegata;
• Bookshop con articoli a tema: catalogo (personalizzabile), cd musicali, magliette con stampa, piccoli dipinti su tela, acquarelli su carta ed altri eventuali oggetti in tema;
• Trasporto, allestimento, smontaggio, assicurazione.
A questo allestimento di base si possono aggiungere elementi che arricchiscono l’evento, in questo caso, in aggiunta possiamo fornire:
• personalizzazione o ristampa del catalogo;
• uno schermo per mandare in rotazione un dvd sulla Mongolia;
• una ger (yurta) originale;
• un evento in occasione della vernice, con la partecipazione di musicisti mongoli, di un falconiere con falco e dell’artista N. Ganbat (risiede in Mongolia);
• organizzazione o programmazione di eventi collaterali a programma (conferenze, concerti, ecc.);
• presenza dell’artista, al quale dovrà essere garantita l'ospitalità, il viaggio e il visto d'ingresso.
• la partecipazione alla vernice di un Console Onorario della Mongolia in Italia;
Esigenze tecniche - richieste:
• Sala espositiva adeguata e custodita;
• Pareti, pannelli o catenelle o altro dispositivo per appendere i quadri e i pannelli;
• Adeguata illuminazione, preferibilmente puntuale sulle opere;
• Organizzazione, promozione e pubblicità;
• Ospitalità per l'artista durante il periodo della mostra o per l'inaugurazione se richiesta la sua presenza;
• Gestione book shop e del custodato della mostra;
• Quanto richiesto dagli eventi collaterali, da verificare di volta in volta.
Rider - Mostra personale
Materiali e servizi forniti:
• 30 - 60 opere su tela, di varie dimensioni tra i 30 x 25 cm. e 170 x 100 cm. (+ 15 cm di cornice – passepartout) montate su passepartout che funge da cornice, in legno rivestito con stoffe mongole;
• 3 pannelli con testo;
• Bookshop con articoli a tema: catalogo (personalizzabile), cd musicali, magliette con stampa, piccoli dipinti su tela, acquarelli su carta ed altri eventuali oggetti in tema;
• Trasporto, allestimento, smontaggio, assicurazione.
A questo allestimento di base si possono aggiungere elementi che arricchiscono l’evento, in questo caso, in aggiunta possiamo fornire:
• personalizzazione o ristampa del catalogo;
• organizzazione o programmazione di eventi collaterali a programma (conferenze, concerti, ecc.);
• presenza dell’artista, al quale dovrà essere garantita l'ospitalità, il viaggio e il visto d'ingresso.
Esigenze tecniche - richieste:
• Sala espositiva adeguata e custodita;
• Pareti, pannelli o catenelle o altro dispositivo per appendere i quadri;
• Adeguata illuminazione, preferibilmente puntuale sulle opere;
• Organizzazione e promozione e pubblicità;
• Ospitalità per l'artista durante il periodo della mostra o per l'inaugurazione se richiesta la sua presenza;
• Gestione book shop e del custodato della mostra.
TERRITORIO:
• esclusiva per l’Europa
PERIODO:
• 2009, 2010, 2011 a richiesta