L’azzurro cielo degli incontri         
 
L'AZZURRO CIELO DEGLI INCONTRI
Da un'idea di Dori Ghezzi, Marialaura Giulietti e Aurelio Rota

Direzione Artistica: Marialaura Giulietti
Produzione: Aurelio Rota
Comunicazione: Silvia Veronesi

Con il patrocinio di:
  • Ministero degli Affari Esteri Italiano
  • Fondazione Fabrizio De Andrè
  • Associazione per il Commercio Italo - Mongolo
  • Provincia di Pordenone
  • Comuni di: Pordenone, Bologna, Roma


In collaborazione con: Artservice, C.O.R.E., Mecedes - Benz veicoli industriali, Timberland, Il Resto del Carlino, Plurima, Nomaid, AIAT Pordenone, CCIAA di Pordenone, Ascom Poredenone.


E' Il fascino intatto della tradizione musicale Mongola che ha acceso nell'animo di alcuni musicisti italiani la voglia della ricerca d'incontro tra due culture musicali lontane.
Un pensiero fino ad ora rimasto in un orizzonte d'attesa, che oggi prende corpo e forma in una progettualità musicale che si declina in 5 concerti italiani in cui il forte potere evocativo di due realtà culturali diverse, crea momenti di condivisione, aggregazione, ponti emotivi tra antiche percezioni occidentali ed orientali in cui la musica ne interpreta il respiro, i battiti del cuore, l'emotività del senso di appartenenza ad una diversità che unisce.

Momento rappresentativo della sinergia tra le due culture, tra oriente ed occidente, è il concerto che si terrà in Mongolia ad Ulaanbaatar in un'unica data prevista: il 12 luglio p.v.
L'evento ricorrente quest'anno delle celebrazioni per gli 800 anni dalla nascita dell'impero Mongolo, è la cornice ideale in cui realizzare un'occasione unica per ascoltare dal vivo la fusione di due culture musicali dove le sonorità, i canti e gli arrangiamenti, eseguiti dai 30 artisti dell'orchestra mongola e l'interpretazione degli artisti italiani si fondono in un'unica sinfonia con rimandi metaforici agli antichi percorsi che univano Oriente ed Occidente con un unico "filo", la via della seta.

Fabrizio De Andrè è il musicista italiano che più di ogni altro si è reso interprete della curiosità facendone ìl suo stile, la sua forza. L'eredità musicale che ci ha lasciato è una testimonianza soave e trascinante (avvincente) di come si possa intraprendere un viaggio fisico e mentale contemporaneamente. "Creuza de ma" prima e "Le Nuvole" dopo sono capisaldi delle generazioni precedenti e resteranno eterni.
Eterni come i segni dell'infinito che in Mongolia si declina ovunque, nella steppa, nel cielo, nell'immutabile stato di grazia della tradizione musicale e lirica mongola.

Il nostro concerto fa tesoro delle suggestioni offerte dal repertorio tradizionale mongolo: il canto duplifonico Khoomii, la canzone lunga Urtyn duu, le dolci melodie del Morin Khuur, strumento nazionale della Mongolia, saranno l'ideale cornice per la versione "orientale" di alcune canzoni di Fabrizio De Andrè, eseguite dall'Ensemble e interpretate da musicisti a lui fortemente legati.

 
  Sono convinta che a Fabrizio avrebbe fatto piacere questo invito a suonare una parte di "Creuza de mä" nell'ambito delle celebrazioni per gli ottocento anni dell'Impero Mongolo. E ne sono convinta perché proprio dopo aver concluso "Creuza" con Mauro Pagani, aveva in progetto di proseguire il viaggio alla ricerca dei dialetti e della contaminazione fra lingue, ricercando nuovi spunti e sonorità proprio all'interno della cultura mongola, tra mito e realtà, affascinato dalla storia di Gengis Khan e del suo popolo. Del progetto non si fece nulla, rimasto a casa, si consolò con la tartare.
Dori Ghezzi

 


 
  All'inizio degli anni settanta iniziai una ricerca sulla voce. Inevitabile e sorprendente fu l'incontro con le "trifonie" dei mongoli: emissione contemporanea di (3) suoni armonici. La loro tradizione musicale esprime e descrive la gioia e la potenza della loro natura...impressionanti estensioni vocali ci comunicano un senso di libertà. La tradizione musicale in Mongolia, si è conservata intatta, grazie a certa immutabilità delle popolazioni nomadi della steppa. Ancora oggi i testi delle canzoni parlano di amicizia, di gare, di amore per una donna, o per un cavallo. Stimolato dall’invito (simpaticamente coercitivo…) dell’amica Marialaura Giulietti, mi sono messo all’opera, con convinzione, per scrivere una canzone, come omaggio alla festa che andiamo a onorare. .
Franco Battiato .
 


 
  La curiosità fa parte di me e l'unica certezza che ho è che tutto quello che sono riuscito a fare mi ha profondamente arricchito. Noi lottiamo ogni giorno in maniera impari contro la grande informazione, la Tv, i media, sono il nemico più grande da affrontare; ma l'amore profondo che ci unisce è l'amore per la bellezza e la musica è tale. Questo progetto si rifletterà nella mia vita, lo sento, e sono pronto ad accoglierlo. Vorrei fare tutto con la voglia di giocare… Dopo "Creuza" Fabrizio cercava un pretesto per fare un viaggio di terra, dopo quello per mare, e la Mongolia era un punto di arrivo che lo intrigava, i Mongoli erano arrivati fino al Mediterraneo… .
Mauro Pagani

 


 
  Se esiste un luogo nel mondo in cui un sogno millenario può ancora mostrarsi reale, allora questo è la Mongolia. Un territorio immenso, poco abitato, poco arredato, dove tra il tuo sguardo e lo sguardo dell'altro c'è di mezzo l'altopiano, su cui il vento non si ferma, la pianura immutabile e vasta rotta solo dalla corsa dei cavalli, sontuosi. Anime fortemente verticali. La musica è struggente, forte,ritmica e visionaria. Nell'ascoltarla si resta sopraffatti da un senso misterioso di nostalgia per un passato anteriore che non ci è dato riconoscere e ricordare con esattezza ma che, sentiamo, ci chiama dal profondo. La nostalgia dei nomadi. E una voce di donna che canta, ed il suo canto lacerato e stretto corre sulle dune del Gobi come su una immensa Napoli, senza più vicoli e quartieri, cui è stato tolto il mare e aggiunta la speranza.
Teresa De Sio
 


Programma:
  • giovedì 22 giugno ore 21.15 - Pordenone Auditorium Concordia
    Morin Khuur Ensamble - Mauro Pagani - Teresa De Sio

  • venerdì 23 giugno ore 21.15 - Firenze Forte Belvedere
    Morin Khuur Ensamble - Teresa De Sio

  • sabato 24 giugno ore 21.15 - Bologna Teatro Manzoni
    Morin Khuur Ensamble - Teresa De Sio - Cristiano De Andrè

  • domenica 25 giugno ore 21.15 - Musicultura Festival Arena Sferisterio di Macerata
    Morin Khuur Ensamble (gruppo ospite)

  • lunedì 26 giugno ore 21.15 - Roma Auditorium Conciliazione
    Morin Khuur Ensamble - Franco Battiato - Mauro Pagani - Teresa De Sio

  • mercoledì 12 luglio ore 21.15 - Ulaanbaatar Mongolia Festival Ikh Mongol
    Morin Khuur Ensamble - Franco Battiato - Teresa De Sio - Cristiano De Andrè